La cannabis è legale in Italia? Guida per turisti e residenti

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No, in Italia la cannabis non è legale per uso ricreativo. La detenzione di cannabis per uso personale è un illecito amministrativo, non un reato. Il Prefetto può sospendere la patente di guida, il passaporto o, per i cittadini extra UE, il permesso di soggiorno per motivi di turismo. Dal 12 aprile 2025 l'Italia vieta anche la vendita, il trasporto e la consegna delle infiorescenze di canapa, il prodotto noto come cannabis light. La cannabis terapeutica è disponibile solo con prescrizione medica.

Le leggi sulla cannabis in Italia: tabella riassuntiva

La tabella mostra lo stato giuridico della cannabis in Italia all'8 ottobre 2026. Ogni riga rimanda a una norma precisa. Le regole possono cambiare, soprattutto per le infiorescenze di canapa, perché il divieto del 2025 è all'esame della Corte costituzionale.

Tema Situazione all'8 ottobre 2026 Base giuridica
Cannabis per uso ricreativo Non legale DPR 309/1990, articoli 14 e 75
Detenzione per uso personale Illecito amministrativo, sanzioni del Prefetto DPR 309/1990, articolo 75
Vendita, cessione o coltivazione di cannabis Reato DPR 309/1990, articolo 73
Infiorescenze di canapa (cannabis light) e prodotti derivati Importazione, vendita, trasporto e consegna vietati dal 12 aprile 2025 Decreto-legge 48/2025, articolo 18, convertito dalla legge 80/2025
Cannabis terapeutica Solo con prescrizione, preparata in farmacia Decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015
Esame del divieto sulle infiorescenze da parte della Corte Pendente, nessuna decisione Corte costituzionale, reg. ord. 26/2026, 81/2026 e 135/2026

Nel diritto italiano la cannabis e i prodotti da essa ottenuti sono inseriti nella Tabella II del Testo unico sugli stupefacenti (DPR 309/1990, articolo 14). Per questo motivo erba, marijuana e fumo sono trattati tutti allo stesso modo. Il Ministero della Salute aggiorna le tabelle con decreto (articolo 13).

Detenzione per uso personale: cosa dice la legge italiana

In Italia la detenzione per uso personale non è un reato, ma resta un comportamento vietato. L'articolo 75 del DPR 309/1990 riguarda chi importa, esporta, acquista, riceve o detiene sostanze stupefacenti per uso personale. Queste persone rischiano sanzioni amministrative, non un procedimento penale.

La sanzione la decide il Prefetto. L'articolo 75 prevede quattro misure, e il Prefetto può applicarne una o più:

  • sospensione della patente di guida o divieto di conseguirla
  • sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla
  • sospensione del passaporto o di un documento equipollente, o divieto di conseguirli
  • per i cittadini extra UE, sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo

Per le sostanze della Tabella II, che comprende la cannabis, la sospensione dura da uno a tre mesi. Nei casi di minore gravità, la prima violazione può concludersi con un formale invito del Prefetto a non fare più uso della sostanza, al posto della sanzione (articolo 75, comma 14). Questa possibilità vale una sola volta.

Online puoi leggere che in Italia sono permessi 5 grammi. Questo numero non compare nell'articolo 75. L'articolo rimanda ai limiti quantitativi fissati da un decreto del Ministero della Salute e ad altre circostanze, come il peso lordo e le modalità di confezionamento. Se la quantità o il confezionamento fanno pensare che la cannabis non sia solo per uso personale, il caso può passare dall'articolo 75 alle norme penali.

La cannabis è legale in Italia per i turisti?

No. I turisti seguono le stesse regole dei residenti. La legge italiana sugli stupefacenti non prevede eccezioni per i turisti. Un visitatore che detiene cannabis per uso personale affronta il procedimento amministrativo dell'articolo 75, come un cittadino italiano.

Alcune sanzioni pesano di più per i visitatori che per i residenti. Il Prefetto può sospendere il passaporto. Per i cittadini di Paesi extra UE, l'articolo 75 prevede anche la sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo. Portare cannabis in Italia non permette di evitare queste regole: l'articolo 75 indica l'importazione per uso personale tra le condotte che portano a sanzioni.

I prodotti a base di cannabis come caramelle gommose o liquidi per vape con THC seguono le stesse regole, perché la Tabella II comprende la cannabis e tutti i prodotti da essa ottenuti. I prodotti a base di infiorescenze di canapa, compresi estratti e oli, rientrano nel divieto del 2025 descritto più avanti. Se il tuo viaggio prosegue in un altro Paese, alla frontiera cambiano le regole. Le nostre guide sulle leggi sulla cannabis in Francia e sulle leggi sulla cannabis in Spagna spiegano la situazione in quei Paesi.

Si può comprare o fumare cannabis in Italia?

No. In Italia non esiste un modo legale per comprare cannabis per uso ricreativo, e non ci sono dispensari per uso ricreativo. Vendere, cedere e coltivare cannabis senza autorizzazione sono reati ai sensi dell'articolo 73 del DPR 309/1990. Chi compra rientra nel procedimento amministrativo dell'articolo 75. Chi vende rischia un procedimento penale.

Fumare cannabis non è di per sé una violazione prevista dall'articolo 75. Tuttavia chi fuma cannabis la detiene anche, e la detenzione per uso personale è proprio la condotta sanzionata dall'articolo 75. In pratica, fumare in pubblico ti espone allo stesso procedimento della detenzione. I negozi ancora aperti non possono vendere legalmente infiorescenze di canapa o prodotti derivati.

La cannabis è legale a Roma, Milano e nelle altre città italiane?

Le regole sono le stesse in ogni città e regione italiana. Il DPR 309/1990 e il divieto del 2025 sulle infiorescenze di canapa sono leggi nazionali. Nessuna città ha regole proprie sulla cannabis, e nessuna autorità locale può consentire l'uso ricreativo.

La cannabis è legale a Roma?

No. Roma segue le regole nazionali. La detenzione per uso personale porta al procedimento amministrativo dell'articolo 75, e il commercio di infiorescenze di canapa è vietato.

La cannabis è legale a Milano e Venezia?

No. Milano e Venezia hanno le stesse regole di Roma. Dal 12 aprile 2025 i negozi di cannabis light di entrambe le città, come nel resto d'Italia, non possono vendere infiorescenze di canapa.

La cannabis è legale a Firenze?

Per la cannabis ricreativa Firenze segue le regole nazionali. La città ha però un ruolo speciale per la cannabis terapeutica: lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze coltiva e produce la sostanza attiva per uso medico.

La cannabis è legale in Sicilia?

La Sicilia è una regione autonoma, ma la legge sugli stupefacenti è nazionale. Le regole su detenzione, vendita e infiorescenze di canapa a Palermo o Catania sono le stesse di Roma.

Cannabis light, CBD e infiorescenze di canapa dopo il divieto del 2025

Dal 12 aprile 2025 l'Italia vieta il commercio delle infiorescenze di canapa e dei prodotti da esse derivati. L'articolo 18 del decreto-legge 48/2025 ha modificato la legge 242/2016 sulla canapa industriale. La legge 9 giugno 2025, n. 80 ha convertito il decreto in legge. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 9 giugno 2025 ed è entrata in vigore il 10 giugno 2025.

Il divieto riguarda le infiorescenze di canapa, anche semilavorate, essiccate o triturate, e i prodotti che ne sono costituiti o che le contengono, compresi estratti, resine e oli. Sono vietate importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto, invio, spedizione e consegna. L'unica eccezione è la lavorazione per la produzione agricola di semi. Le violazioni sono sanzionate in base al Titolo VIII del DPR 309/1990, la stessa parte della legge che disciplina gli stupefacenti.

Per i prodotti al CBD conta la materia di partenza. Se un olio al CBD, una caramella gommosa o un altro prodotto è ottenuto da infiorescenze di canapa o dai loro estratti, rientra nel divieto.

I ricorsi contro il divieto sulle infiorescenze di canapa

All'8 ottobre 2026 la Corte costituzionale non si è ancora pronunciata sul divieto sulle infiorescenze di canapa. Tre tribunali italiani hanno chiesto alla Corte costituzionale di esaminare l'articolo 18.

  • Il Tribunale di Brindisi (GIP) ha sollevato la questione con un'ordinanza del 2 dicembre 2025, iscritta al reg. ord. 26/2026 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 8 del 25 febbraio 2026. L'ordinanza contesta, tra l'altro, la sussistenza dei presupposti di necessità e urgenza per il ricorso al decreto-legge e la compatibilità del divieto con la libera circolazione delle merci nell'UE (articoli 34 e 36 TFUE).
  • Il Tribunale di Trani ha sollevato una questione simile con un'ordinanza del 28 aprile 2026, iscritta al n. 81 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 21 del 27 maggio 2026.
  • Il Tribunale di Brescia ha sollevato la questione con un'ordinanza del 15 luglio 2026, iscritta al reg. ord. 135/2026 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 37 del 16 settembre 2026.

La pagina ufficiale della Corte costituzionale sull'ordinanza 26/2026 indica un'udienza pubblica il 9 febbraio 2027. Le date delle udienze possono cambiare. Finché la Corte non decide, l'articolo 18 resta in vigore.

Il THC è legale in Italia?

No. In Italia i prodotti con THC non sono legali per uso ricreativo. L'articolo 14 del DPR 309/1990 inserisce la cannabis e i prodotti da essa ottenuti nella Tabella II. Le sostanze sintetiche o semisintetiche riconducibili al tetraidrocannabinolo per struttura chimica o per attività farmacologica e tossicologica sono inserite nella Tabella I. Sono compresi anche isomeri, esteri, eteri e sali delle sostanze elencate.

Le domande sul delta 8 o sul delta 9 THC partono dallo stesso punto: le tabelle dell'articolo 14 e i loro aggiornamenti da parte del Ministero della Salute. Lo stesso vale per l'HHC e per gli altri cannabinoidi semisintetici. Controlla le tabelle aggiornate prima di partire. Per una panoramica su come gli altri Paesi trattano l'HHC, leggi il nostro articolo sullo status legale dell'HHC nel mondo.

La coltivazione di cannabis in casa è legale in Italia?

No. La legge italiana non permette a nessuno di coltivare cannabis senza autorizzazione. L'articolo 73 del DPR 309/1990 indica chi «coltiva» tra le condotte che richiedono un'autorizzazione del Ministero della Salute ai sensi dell'articolo 17. L'articolo 75, la norma sull'uso personale, elenca importazione, esportazione, acquisto, ricezione e detenzione. Non elenca la coltivazione.

La Corte di cassazione si è pronunciata sulla coltivazione domestica di dimensioni minime. Con la sentenza n. 12348 del 19 dicembre 2019 (depositata il 16 aprile 2020, Caruso), le Sezioni Unite hanno stabilito che la coltivazione non integra il reato di coltivazione quando avviene in casa, con tecniche rudimentali e un numero scarso di piante, produce un quantitativo minimo, è destinata in via esclusiva all'uso personale e non presenta indizi di un collegamento con il mercato illecito. Si tratta di giurisprudenza che i giudici applicano caso per caso, non di un permesso previsto dalla legge. Puoi leggere che in Italia sono permesse tre o quattro piante in casa. Nessun numero di piante compare nella legge o in questa sentenza.

La canapa industriale è un tema a parte. Gli agricoltori possono coltivare canapa ai sensi della legge 242/2016 per gli usi che la legge consente, ma dal 12 aprile 2025 le infiorescenze non possono essere vendute né lavorate, salvo che per la produzione di semi.

La cannabis terapeutica in Italia

In Italia la cannabis terapeutica è legale, ma solo con prescrizione medica. Il decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 279 del 30 novembre 2015, fissa le regole. Il medico prescrive una preparazione magistrale, e la ricetta va rinnovata volta per volta. Il farmacista allestisce il prodotto in farmacia.

Lo stesso decreto indica lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze come il luogo in cui la sostanza attiva viene coltivata e prodotta. Il Ministero della Salute svolge il ruolo di Organismo statale per la cannabis previsto dalla Convenzione unica delle Nazioni Unite del 1961. La cannabis terapeutica non è un prodotto da banco, e un turista straniero non può comprarla in farmacia senza una prescrizione valida. Se durante un viaggio hai bisogno di cannabis terapeutica, chiedi al tuo medico e alla farmacia prima di partire.

Questa guida fornisce informazioni giuridiche, non una consulenza legale. Leggi e decisioni dei tribunali possono cambiare dopo la data indicata qui sotto. Se hai in programma un viaggio, controlla le regole aggiornate presso una fonte ufficiale. Per un'altra meta molto amata, leggi la nostra guida sulle leggi sulla cannabis a Parigi.

Fonti, verificate l'8 ottobre 2026

  • DPR 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico sugli stupefacenti), articoli 13, 14, 73 e 75, testo su Normattiva.
  • Decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, articolo 18, testo su Normattiva, in vigore dal 12 aprile 2025.
  • Legge 9 giugno 2025, n. 80, Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 131 del 9 giugno 2025.
  • Corte costituzionale, reg. ord. 26/2026 (Tribunale di Brindisi), Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 8 del 25 febbraio 2026.
  • Tribunale di Trani, ordinanza del 28 aprile 2026, reg. n. 81, Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 21 del 27 maggio 2026.
  • Corte costituzionale, reg. ord. 135/2026 (Tribunale di Brescia, ordinanza del 15 luglio 2026), Gazzetta Ufficiale, 1ª serie speciale, n. 37 del 16 settembre 2026.
  • Corte di cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 12348 del 19 dicembre 2019, depositata il 16 aprile 2020 (Caruso), Rv. 278624-01, come riassunta nella Rassegna penale 2020 dell'Ufficio del Massimario.
  • Decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015, Gazzetta Ufficiale, Serie generale n. 279 del 30 novembre 2015.

Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2026.

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